Sorella acqua - racconto/1

Racconto per immagini della Passeggiata organizzata in occasione della

4^ Giornata mondiale per la cura del creato

Sorella acqua

Sorella acqua è il titolo che abbiamo dato alla passeggiata di quest'anno, sottolineando così la centralità della questione dell’acqua nel Messaggio di Papa Francesco per la Giornata del creato 2018. Abbiamo camminato dunque alla scoperta delle fonti d’acqua della nostra città, e riflettuto sull'importanza di questo inestimabile patrimonio.

ritrovo

Il ritrovo è stato presso la chiesa di San Giorgio a Crevenna. Eravamo circa un centinaio di camminatori.

san giorgio

 Don Ettore Dubini ci ha accompagnato alla scoperta dei tesori della chiesa

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La chiesa di S.Giorgio è posta sul percorso dell'antica strada Pedememontana insieme  a diverse altre chiese romaniche. La struttura primitiva era costituita da una navata unica, conclusa da due absidi ora non più esistenti. S. Giorgio ha subito modifiche e ricostruzioni nel corso dei secoli che ne hanno alterato l’aspetto originario. Ebbe la funzione di chiesa parrocchiale fino al 1574, anno della visita di san Carlo Borromeo.

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Ci viene mostrato un particolare caratteristico degli affreschi raffigurante il sole che sorge tra le nostre montagne. A seguire ammiriamo l'affresco principale della chiesa, databile fine del Trecento, che rappresenta la Madonna in trono con Bambino, riutilizzato oggi come pala d’altare.

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Dopo la visita alla chiesa di S.Giorgio imbocchiamo la salita che ci porterà all'Eremo S.Salvatore

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In una sosta, sull'ultimo tornante della strada, Marino Marieni introduce il tema della giornata parlandoci del ciclo dell'acqua. Alle nostre latitudini, su 100 gocce d’acqua piovana, circa 40 evaporano di nuovo in atmosfera; circa 30 defluiscono in ruscelli; altre 30 gocce s’infiltrano nel suolo e diventano acque sotterranee. Sotto le nostre montagne le acque sotterranee vengono trasportate nelle cosiddette formazioni acquifere carsiche.

ciclo acqua

Arriviamo all'Eremo S.Salvatore. Antonello Marieni del gruppo culturale La Martesana ci racconta la storia dell'Eremo. La chiesetta eremitica di San Salvatore, divenne convento dei frati Capuccini nel 1536. Il convento visse con intensità la sua presenza sul territorio fino al 10 aprile 1810 quando, Napoleone I ne ordinò la chiusura e la sua completa evacuazione. Da allora il convento perse la sua natura di luogo di preghiera e di silenzio, divenendo una villeggiatura privata. Nel 1952, Luigi Dossi ed Enrico Camurati acquistarono la struttura e la riportarono nuovamente all’antico scopo e splendore; l'ultima ristrutturazione risale al periodo 1995-1996. L'Eremo ospita la tomba di Giuseppe Lazzati, un tempo rettore dell'Università Cattolica di Milano, assiduo frequentatore di questo luogo, morto nel 1986.

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Durante i lavori di restauro dell'Eremo, venne alla luce il bellissimo affresco della Crocifissione attribuito a Michelino da Besozzo

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Dopo la visita al chiostro ci raduniamo presso "Campirone", grande prato con caratteristiche balze, da cui è possibile scorgere la parete del Buco del Piombo.

campirone

Qui Alessandro Marieni del CAI di Erba ci parla degli acquiferi carsici presenti nel sottosuolo. Ci racconta che grazie ad un lavoro svolto dal 2011 al 2017 dal gruppo speleologico del CAI di Erba sono state prodotte delle linee guida per la tutela degli acquiferi, un patrimonio da proteggere con grande cura da ogni infiltrazione inquinante. Scopriamo che l'acqua del torrente Bova, che viene in parte convogliata nell'acquedotto Ca' Nova, è alimentata in una certa percentuale proprio dagli acquiferi carsici.

acquiferi

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Continua....Sorella acqua - racconto/2

Sorella acqua - racconto/2

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C'è chi ascolta e c'è chi gioca...

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Ci rimettiamo in cammino, lungo la mulattiera che costeggia l'Eremo, in direzione dell'acquedotto Ca' Nova...

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Raggiunto l'impianto Ca' Nova, Stefano Pastorelli dell'azienda ASIL (Azienda Servizi Integrati Lambro) ci spiega il funzionamento dell'impianto e ci accompagna nella visita ai depuratori e ai serbatoi.

ca nova

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Scopriamo che l'impianto Ca' Nova serve circa il 40% delle utenze erbesi, in particolare quelle delle frazioni più a nord (Buccinigo-Parravicino-Arcellasco-Carpesino-Crevenna-Bindella) - la parte gialla della mappa qui sotto. 

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Visitiamo gli imponenti impianti di depurazione... 

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L'acqua, dopo essere stata depurata, viene immessa nelle grandi vasche... 

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L'acqua presente nei serbatoi dell'impianto è in parte convogliata per caduta dal torrente Bova e in parte prelevata da pozzi posti a valle e pompata elettricamente. La centralizzazione in un unico impianto di depurazione di diverse fonti consente di tenere meglio sotto controllo la qualità dell'acqua.

ca nova

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L'ultima tappa della nostra passeggiata è presso l'oratorio di Crevenna. Qui possiamo rifocillarci con una merenda equa e solidale ottimamente organizzata da Shongoti. La presenza di Shongoti ci ricorda ancora una volta che salvaguardia dell'ambiente e consumo critico devono camminare insieme.

merenda

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La camminata si chiude con la proiezione di un video che propone le parole di Papa Francesco per la giornata e le voci dei missionari erbesi sostenuti da Nisshash. Sono voci che ci permettono di allargare gli orizzonti e di cogliere ancora meglio quanto la questione dell'acqua sia cruciale per il futuro del nostro mondo.

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Qui sotto potete visionare il video completo: 


GRAZIE A TUTTI! E ALL'ANNO PROSSIMO!

(un grazie speciale ad Angelo Mauri per le foto)

Elevazione musicale - Chiesa di Crevenna

ATTENZIONE! L'elevazione musicale di Mercoledì 25 Aprile alle ore 20.45 si terrà presso la Chiesa Parrocchiale di Crevenna e non nella Chiesa di S.Eufemia come precedentemente indicato.

Pellegrinaggio La Salette e Laus

Viaggiatori sulla terra - racconto/1

Viaggiatori sulla terra

Viaggiare, e farlo nel rispetto della nostra casa comune, è il tema che ha caratterizzato La Giornata per la cura del creato 2017. Sabato 30 settembre abbiamo quindi intrapreso un piccolo viaggio a tappe nella fascia pedemontana di Erba.

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Il ritrovo è stato presso Villa Amalia. Eravamo un centinaio di viaggiatori.

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La prima tappa del nostro viaggio l'abbiamo intitolata: Luoghi della bellezza e della spiritualità. Angela Ciceri del Gruppo culturale "La Martesana" ci ha portato alla scoperta della Chiesa di S.Maria degli Angeli.

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La chiesa era parte integrante del convento francescano di Santa Maria degli Angeli, fondato a Crevenna alla fine del XV secolo (intorno al 1495). In seguito alle soppressioni dei monasteri, ordinate da Napoleone Bonaparte, anche questo convento cessò di esistere e l’intero complesso fu acquistato dall'avvocato milanese Rocco Marliani che incaricò l’architetto Leopoldo Pollack di trasformare le strutture del convento in una villa che decise di chiamare Villa Amalia (dal nome della moglie).

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La visita alla chiesa è stata accompagnata da intermezzi musicali eseguiti da Sara Pozzoni e Silvia Recanzone.

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La seconda tappa del nostro viaggio l'abbiamo intitolata: La custodia della terra e dell'acqua. Ci ha accompagnato Marino Marieni del Gruppo culturale "La Martesana", insieme ad alcuni amici dell'Associazione Amici della Riserva Valle Bova e del CAI di Erba. Siamo andati alla scoperta di una zona di confine tra la città e la montagna la cui tutela è molto importante.

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La prima sosta è stata presso la Cascina Balbor. Marino ci ha parlato della vita dei contadini, una vita scandita dallo scorrere delle stagioni, indubbiamente dura ma sempre in armonia con il creato.

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Riprendiamo il cammino in direzione Cascina Meanolo...

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La seconda sosta è stata presso la Cascina Meanolo. Qui Marino ci ha parlato dell'acqua, del suo scorrere a tratti in superficie per poi sparire nel sottosuolo e riemergere più a valle. Nella vita della cascina l'utilizzo dell'acqua era strettamente rapportato alle necessità agricole e personali, era un bene prezioso e non lo si sprecava mai. Vicino alle case vi era sempre un corso d'acqua, una sorgente o un pozzo.

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La terza sosta è lungo il sentiero che porta alla Cascina Sacchina. Questa cascina è situata alla sommità di balze che degradano verso Erba. Ai margini di questi pianori vi sono gruppi di alberi che delimitano i prati, tra essi si notano in particolare castani e noci, piante che con i loro frutti contribuivano al sostentamento di non poche famiglie.

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Cultura e comunicazione

 

 

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