Viaggiatori sulla terra - racconto/1

Viaggiatori sulla terra

Viaggiare, e farlo nel rispetto della nostra casa comune, è il tema che ha caratterizzato La Giornata per la cura del creato 2017. Sabato 30 settembre abbiamo quindi intrapreso un piccolo viaggio a tappe nella fascia pedemontana di Erba.

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Il ritrovo è stato presso Villa Amalia. Eravamo un centinaio di viaggiatori.

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La prima tappa del nostro viaggio l'abbiamo intitolata: Luoghi della bellezza e della spiritualità. Angela Ciceri del Gruppo culturale "La Martesana" ci ha portato alla scoperta della Chiesa di S.Maria degli Angeli.

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La chiesa era parte integrante del convento francescano di Santa Maria degli Angeli, fondato a Crevenna alla fine del XV secolo (intorno al 1495). In seguito alle soppressioni dei monasteri, ordinate da Napoleone Bonaparte, anche questo convento cessò di esistere e l’intero complesso fu acquistato dall'avvocato milanese Rocco Marliani che incaricò l’architetto Leopoldo Pollack di trasformare le strutture del convento in una villa che decise di chiamare Villa Amalia (dal nome della moglie).

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La visita alla chiesa è stata accompagnata da intermezzi musicali eseguiti da Sara Pozzoni e Silvia Recanzone.

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La seconda tappa del nostro viaggio l'abbiamo intitolata: La custodia della terra e dell'acqua. Ci ha accompagnato Marino Marieni del Gruppo culturale "La Martesana", insieme ad alcuni amici dell'Associazione Amici della Riserva Valle Bova e del CAI di Erba. Siamo andati alla scoperta di una zona di confine tra la città e la montagna la cui tutela è molto importante.

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La prima sosta è stata presso la Cascina Balbor. Marino ci ha parlato della vita dei contadini, una vita scandita dallo scorrere delle stagioni, indubbiamente dura ma sempre in armonia con il creato.

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Riprendiamo il cammino in direzione Cascina Meanolo...

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La seconda sosta è stata presso la Cascina Meanolo. Qui Marino ci ha parlato dell'acqua, del suo scorrere a tratti in superficie per poi sparire nel sottosuolo e riemergere più a valle. Nella vita della cascina l'utilizzo dell'acqua era strettamente rapportato alle necessità agricole e personali, era un bene prezioso e non lo si sprecava mai. Vicino alle case vi era sempre un corso d'acqua, una sorgente o un pozzo.

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La terza sosta è lungo il sentiero che porta alla Cascina Sacchina. Questa cascina è situata alla sommità di balze che degradano verso Erba. Ai margini di questi pianori vi sono gruppi di alberi che delimitano i prati, tra essi si notano in particolare castani e noci, piante che con i loro frutti contribuivano al sostentamento di non poche famiglie.

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Cultura e comunicazione

 

 

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