Il vino dei draghi

In questa campagna elettorale in cui non sono mancati l'insulto personale e l'aggressività, e leggendo ancora ieri delle grida razziste al calciatore Balotelli, mi ha fatto bene leggere questa breve riflessione sull'ira. 

Spegnere il fuoco dell'ira - Dal Blog Sperare per tutti di Christian Albini

Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a noi in Cristo (Ef 4,31-32).

L’ira è un pensiero malvagio particolarmente diffuso nella nostra società, segnata da relazioni conflittuali e da un individualismo aggressivo. È un fuoco che distrugge, un vero e proprio veleno che i padri della chiesa chiamavano “vino dei draghi”. Contagia i nostri rapporti con le persone, provocando ferite personali e sociali. Lo si avverte a partire da una comunicazione, sia privata sia pubblica, che assume facilmente toni violenti, dove non c’è tensione verso il bene, ma prevalgono pulsioni distruttrici.

Anche Gesù andava in collera. Nei confronti del male, però, mai contro qualcuno. Egli era anzi l’uomo mite e umile di cuore, capace di praticare sulla croce quell’amore per i nemici che aveva insegnato.

Uno dei tratti distintivi dell’autentica vita spirituale, allora, è il paziente lavoro per spegnere il fuoco dell’ira, per fare spazio dentro di noi alla mitezza di Gesù.

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A cura della Commissione Cultura e comunicazione

"Molte volte è meglio rallentare il passo, mettere da parte l’ansietà per guardare negli occhi e ascoltare.."
(Evangelii Gaudium n.46)

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