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Soluzione all'italiana

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2017-08-27_XII-dopo-pentecoste


Sgombero “duro” di eritrei ed etiopi dal centro di Roma. Profughi non irregolari, ma persone a cui era stato riconosciuto la stato di protezione internazionale. Uomini, donne e bambini a cui lo Stato italiano aveva solennemente riconosciuto lo stato di “rifugiati” con la conseguente serie di diritti e di doveri. Legittimo restituire lo stabile occupato al legittimo proprietario, ma in quattro anni non c’era tempo per trovare soluzioni alternative? E poi perché procedere allo sgombero senza offrire soluzioni? In Italia vicende simili le abbiamo già viste.

Sgomberi un campo nomadi e se non gli offri alternative, andranno da un’altra parte a occupare altri campi, altri spazi. Sgomberi occupazioni abusive andranno a occupare altri stabili. Perché un problema politico è stato invece risolto, si fa per dire, come una questione di ordine pubblico? Le modalità di intervento non sono certo degne di una Stato come il nostro che ha sempre dimostrato di esser accogliente! Dove era lo Stato e il Comune di Roma che avrebbero dovuto programmare una transizione pilotata e non così traumatica? Una legalità senza umanità non può che uscire sconfitta. La vicenda di Piazza Indipendenza a Roma è uno dei tanti episodi salutati da molti come l’affermazione della legalità attraverso operazioni di polizia, in realtà segna la sconfitta della politica, sia quella nazionale che quella città di Roma.

Questo modo di procedere alimenta solo la destra xenofoba, ma non risolve per nulla i problemi, che si ripresenteranno puntualmente a breve in altre città.

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