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TU SEI QUI: La parola - Anno 2017 Viaggiatori sulla terra di Dio

Viaggiatori sulla terra di Dio

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2017-09-03_XIII-dopo-pentecoste

Nelle domeniche di agosto vi ho proposto brani della “Laudato sii” di Papa Francesco perché la vacanza potesse diventare occasione di riscoperta della bellezza del creato che Dio ha posto nelle nostre mani. Il 1 settembre ormai da 12 anni sta diventando un ulteriore occasione per ritrovare ragioni per la custodia del creato. Vi propongo ancora qualche utile considerazione ispirate al tema: "Viaggiatori sulla terra di Dio" per non perdere la bellezza e la grandezza della creazione che Dio ci ha affidato.

La prima riflessione è di Papa Francesco, la seconda la prendo dal messaggio della Conferenza Episcopale Italiana per la giornata della custodia del creato.

«Se noi – mette in guardia papa Francesco nella sua enciclica Laudato si’ – ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza l’apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. (…) La povertà e l’austerità di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso.
(Papa Francesco)

“Per uno sguardo realista sulla terra di Dio dobbiamo partire da ciò che papa Francesco nella Laudato Sì’ ci dice sulla casa comune, sulla terra che è una madre amorosa e che è anche una sorella. “Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22)” (LS 2). Per causa del peccato abbiamo sottoposto la terra ad una violenta depredazione ed il primo passo per sottrarla ad una catastrofe è riconoscere che la terra è di Dio e non è in nostro potere; è un dono che ci viene dato. Il Papa quindi ci invita a “cercare soluzioni non solo nella tecnica, ma anche nel cambiamento dell’essere umano” (LS 9).
Dal documento CEI

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