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In dieci anni si è triplicato l’esercito dei poveri.

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2018-10-21_dedicazione-chiesa-cattedrale

Caritas italiana ha presentato l’annuale rapporto sulle povertà. I dati sono il risultato delle indagini dei 1982 Centri di Ascolto Caritas di 185 diocesi italiane. 197mila sono stati utenti che si sono rivolti a Caritas per un aiuto. Dal rapporto si nota che quando i problemi diventano cronici e si moltiplicano, si fa molto più complessa l’uscita dal tunnel dell’indigenza.

Tra i nuovi indigenti crescono i giovani, coloro che hanno un basso livello di scolarizzazione e le famiglie straniere. “È un esercito di poveri in attesa, dice il rapporto Caritas, che non sembra trovare risposte e le cui storie di connotano per una allarmante cronicizzazione e multidimensionalità dei bisogni”.

Significa che chi entra in uno stato di povertà oggi rischia di non uscirne più. Cresce tra gli utenti Caritas il numero di persone senza dimora o connotate da un minor capitale relazionale (famiglie uni-personali). Tra i nostri connazionali risulta povera una famiglia su venti, tra gli stranieri quasi una su tre.

Al Centro Nord il 64% degli utenti è straniero, al Sud gli italiani sono quasi il 68%. Le statistiche, è vero, sono sempre da prendere per quel che valgono. Ma quello che conta non sono i numeri, un migliaio in più un migliaio in meno non fa differenza, la verità è che dietro i numeri ci sono persone, storie, drammi di uomini e donne che una volta entrate in povertà rischiano di non uscirne più.

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