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Un volto nuovo per la Chiesa Erbese.

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“La nostra Chiesa diocesana, nel suo peregrinare in questa terra segnata da una storia antica e da una irrequieta vivacità presente, sta assumendo un volto nuovo.” (Vescovo Mario Delpini: la situazione è occasione).

Partendo da questa premessa il Vescovo delinea quattro tratti caratteristici della Chiesa ambrosiana e che vorrei proporvi per le quattro domeniche a seguire. Anzitutto lo stupore. La Chiesa erbese nonostante i cambiamenti rimane una Chiesa con una sua vivacità celebrativa, caritativa, culturale, con i connotati di popolo. Ciò significa che l’opera di Dio va oltre e sorpassa la tentazione al pessimismo, allo scoraggiamento.

Qualcuno potrebbe dire che la Chiesa erbese non è più quella di una volta. Meno male, dico io, perché la Chiesa deve incarnarsi nel tempo che vive. Se pensiamo alla disgregazione sociale in atto, la Chiesa rimane una occasione di popolo, di aggregazione, che si manifesta ancora con la vivacità celebrativa e comunitaria. Da qui lo stupore. È vero che non è più come prima, ma è vero anche che ci sono ancora credenti fedeli, vivaci, impegnati, che dedicano le loro energie sia per la Chiesa stessa, ma anche per il bene della città.

Se guardiamo infatti a quello che succede non possiamo che essere animati da stupore e meraviglia. Il primo invito che vi rivolgo è dunque di aprire gli occhi, di guardarsi attorno e avremo motivo di che rallegrarci per quello che si riesce ancora a fare.

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