Vita affettiva

Le famiglie al centro

Se la famiglia è luogo privilegiato dell’esperienza affettiva, essa deve essere anche soggetto centrale di vita ecclesiale e ciò richiede che ad essa siano dati adeguati spazi e responsabilità in tutta la pastorale, nel rispetto di tempi, esigenze e fasi del suo ciclo di vita.

Si sottolinea la necessità e l’urgenza che un sempre maggior numero di famiglie si facciano prossime tra loro proponendosi come testimonianza di solidarietà interna e sostegno reciproco, diventando anche erogatrici di servizi per le altre famiglie, in una reale attuazione del principio di sussidiarietà.

Occorre inoltre promuovere un sostegno particolare alle coppie e alle realtà famigliari più complesse, così come a tutte le persone che per ragioni di lavoro o altro sono costrette alla lontananza dalla famiglia (migranti, badanti, profughi). 

Azioni nell'anno 2012/2013

  • Cammino delle giovani coppie
  • Feste della famiglia
  • Corsi di preparazione al matrimonio
  • Famiglie che si prendono cura
  • Itinerario zonale SDR

Testimonianza di relazioni buone

La Comunità cristiana è chiamata ad essere luogo di vita affettiva: ciò significa che essa non deve essere solo “struttura”, ma luogo di vita, ambito aperto, capace di fare rete tra le Parrocchie e con altre realtà associative, incarnata nel territorio, in grado di ospitare e valorizzare le diversità di ruoli, vocazioni e carismi. In questo senso, sono anche da valorizzare tutti quei luoghi e momenti capaci di mettere stabilmente in dialogo laici, religiosi e presbiteri. Ricercare il positivo, anziché lamentare sempre il negativo dovrebbe diventare il nostro stile. 

Azioni nell'anno 2012/2013

  • Realizzazione del libretto dei canti comunitario 
  • Coordinamento dei cantori delle 4 parrocchie per la festa della comunità pastorale
  • Pellegrinaggio comunitario del 1 Maggio
  • Via Matris all'eremo S.Salvatore
  • Processione cittadina del Corpus Domini
  • Happy Caritas

Unitarietà e continuità della formazione

Occorre che la Comunità sappia offrire dei percorsi di formazione non settoriali, che sappiano cogliere tutta la persona nella varietà delle sue dimensioni (corpo, razionalità, emozioni, spiritualità). Poiché l'affettività investe tutta l'esistenza, è insufficiente occuparsi dei soli passaggi “consolidati” del percorso di iniziazione cristiana o della preparazione al matrimonio: occorre accompagnare la vita tutta.  Da questo punto di vista l’esigenza di formazione, che è avvertita a tutti i livelli, va concepita prima di tutto come formazione di tipo antropologico e deve essere fruibile da giovani, adulti e famiglie, ma anche da consacrati e presbiteri oltre che da educatori ed operatori della pastorale. E' necessario che i giovani siano educati all’affettività fin dalla preadolescenza e sembra importante che in questa formazione vengano coinvolti anche i genitori con una riflessione sulla genitorialità. 

Azioni nell'anno 2012/2013

  • Recital giovani CDG

Proposte per l'anno 2013/2014

  • Percorso di formazione per genitori 

Necessità di controcultura

Occorre che la Comunità cristiana produca "controcultura", comunicando la bellezza che l'esperienza cristiana porta nella vita affettiva. Si ritiene a questo proposito importante un approfondimento della Parola che aiuti a discernere il progetto di Dio presente nelle nostre relazioni affettive.  Sembra opportuno affidarsi alla testimonianza di coppie cristiane, che testimonino la bellezza e la bontà dell’affettività vissuta secondo il Vangelo. Sarebbe auspicabile introdurre anche qualche esperienza di contatto diretto con gli adolescenti nei luoghi a loro consueti, e con persone qualificate, affrontando con loro le questioni dell'affettività e della sessualità, anche in relazione alle nuove sfide poste dalle tecnologie della comunicazione.

Famiglia

logo famigliaLa Commissione famiglia della Comunità pastorale si occupa di animare la pastorale famigliare.

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