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PREGHIERA PER LA PACE
Carissimi, la pace sia con tutti voi! È la pace di Cristo risorto, frutto del suo sacrificio d’amore sulla croce. Per questo a Lui rivolgiamo la nostra supplica:
Signore Gesù, tu hai vinto la morte senza armi né violenza:
hai dissolto il suo potere con la forza della pace.
Donaci la tua pace, come alle donne incerte nel mattino di Pasqua,
come ai discepoli nascosti e spaventati.
Manda il tuo Spirito, respiro che dà vita, che riconcilia,
che rende fratelli e sorelle gli avversari e i nemici.
Ispiraci la fiducia di Maria, tua madre, che col cuore straziato stava sotto la tua croce,
salda nella fede che saresti risorto.
La follia della guerra abbia termine e la Terra sia curata e coltivata da chi ancora sa generare, sa custodire, sa amare la vita.
Ascoltaci, Signore della vita!
(Leone XIV, Veglia di Preghiera per invocare il dono della Pace, 11 aprile 2026)
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Il Vangelo della seconda domenica di Pasqua (Gv 20,19-31) narra appunto l’esercizio della fede. Gli apostoli, dopo la paura dei giorni della passione, ora sono felici della presenza del loro Maestro risuscitato; la loro tristezza si trasforma in una grande gioia. Essi rappresentano chi si affida totalmente a Dio e pone la vita nelle sue mani, con una fede limpida e forte. A Tommaso invece, che non ha visto Gesù risorto, non basta la testimonianza degli altri apostoli; vuole invece vedere e toccare… Tommaso rappresenta una fede critica e sofferta.
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CRISTO “È RISORTO IL TERZO GIORNO SECONDO LE SCRITTURE”
In queste parole di Paolo della prima lettera ai Corinzi troviamo l’annuncio della Pasqua. Sulla croce
tutto si è ormai compiuto, ma non certo cancellato. Ora Gesù è risorto. Tutto è consumato: le ore di
angoscia nell’orto degli ulivi, il sudore di sangue, i rinnegamenti, gli scherni, le derisioni e soprattutto l’ora
delle tenebre. È ormai giunta, definitivamente, l’ora della Luce.
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Iniziamo la grande settimana, la settimana autentica, santa, la più importante di tutte, che ricorda e rende presente ciò che Gesù ha fatto per noi con la sua passione, morte e risurrezione. Momento per momento seguiremo Gesù. Ci metteremo da parte, con attenzione e rispetto, per osservare e, più ancora, per metterci in sintonia con le sue emozioni, i suoi pensieri, il suo dolore. Lo facciamo già fin da oggi. Con il Signore Gesù celebriamo il suo festoso ingresso a Gerusalemme
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Il Vangelo della quinta Domenica di Quaresima presenta la risurrezione di Lazzaro, segno culminante del cammino quaresimale. Gesù non si limita a operare un miracolo, ma si rivela come la vera Vita: «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25). La scena è profondamente pasquale: Lazzaro, chiuso nel sepolcro, viene chiamato per nome e ricondotto alla vita. Questo segno, tuttavia, non riguarda soltanto la morte fisica, ma illumina ogni esperienza umana segnata da chiusura, perdita e peccato. La voce di Cristo continua a raggiungere l’uomo proprio là dove la vita sembra bloccata, invitandolo a uscire.


