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Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto.
dalla prima Lettera Enciclica del Santo Padre Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale
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E anche oggi si ravviva ciò che accadde nel Cenacolo: come un vento impetuoso che ci scuote, come un fragore che ci risveglia, come un fuoco che ci illumina, discende su di noi il dono dello Spirito Santo (cfr At 2,1-11). Lo Spirito opera qualcosa di straordinario nella vita degli Apostoli. Essi, dopo la morte di Gesù, si erano rinchiusi nella paura e nella tristezza, ma ora ricevono finalmente uno sguardo nuovo e un’intelligenza del cuore che li aiuta a interpretare gli eventi accaduti e a fare l’intima esperienza della presenza del Risorto
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“QUESTO È IL MIO CORPO, CHE È DATO PER VOI”
CELEBRAZIONE DELLA PRIMA COMUNIONE
La nostra Comunità oggi è in festa perché 25 ragazzi e ragazze di quarta elementare, accompagnati dalle loro catechiste, dai genitori e da parenti e amici, ricevono per la prima volta l’Eucaristia. Gesù viene in loro per recare pace e gioia, per renderli suoi amici. Come si fa a non essere contenti, quando ci si sente accolti, compresi, aiutati, incoraggiati? Gesù fa tutto questo per loro e con loro. La nostra Comunità li accoglie con grande gioia e prega per loro, perché nell’incontro con Gesù Eucaristia possano scoprire amore, forza, gioia e pace.
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«Il Signore Gesù disse ai discepoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”» (Gv 14,27).
Con queste del Vangelo della sesta domenica di Pasqua, Gesù invita gli apostoli a non avere paura, ad affrontare con coraggio il cammino della vita. La pace, donata da Gesù, sarà il segno della sua presenza e del suo aiuto. Lo Spirito Santo li aiuterà a colmare il vuoto lasciato da Gesù con la sua ascensione al cielo. E lo Spirito anche oggi dona la pace di Gesù, segno vivo della sua presenza, come un bene da custodire gelosamente e difendere con fermezza.


