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GIORNATA PER IL SEMINARIO 2025
“Chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui” (Mc 3,13)
PREGHIERA PER LE VOCAZIONI Signore Gesù, ti sei fatto pellegrino in mezzo a noi, sempre ci precedi e ci accompagni: mostraci la Via affinché, camminando sulle orme dei tuoi passi, procediamo sicuri sulla strada del Vangelo. Il tuo Spirito Santo spalanchi nel nostro cuore la porta della fede: ci insegni a pregare, a chiedere perdono e a perdonare. Nell’ascolto della tua Parola e in una vera riconciliazione possiamo udire e comprendere la tua voce che sempre ci chiama. Rendici tuoi discepoli e, attraverso la nostra vita, arricchisci la tua Chiesa di sante vocazioni perché ogni persona si sappia amata e benedetta e conosca la vita e la speranza dei figli di Dio. Amen.
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“Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui (Gv 3,17).
La croce di Gesù non è un giudizio inesorabile sulla gravità del nostro peccato, ma è la rivelazione piena della sua misericordia. Gesù Crocifisso proprio così ci ha amati: dando la sua vita per noi e per la nostra salvezza. Gesù ha compiuto tutto questo in obbedienza al Padre. Gesù Crocifisso è, in questo senso, l’espressione più profonda dell’amore di Dio per noi.
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CARLO ACUTIS E PIER GIORGIO FRASSATI SONO SANTI
In questa domenica, alle ore 10.00, sul sagrato della Basilica di San Pietro in Vaticano, il Santo Padre Leone XIV celebrerà la S. Messa durante la quale proclamerà santi i beati Pier Giorgio Fras-sati (1901-1925) e Carlo Acutis (1991-2006). Come scrive il Dicastero delle Cause dei Santi, Pier Giorgio Frassati, torinese, «laico, giovane militante in associazioni del laicato cattolico, si impegnò con tutto se stesso in iniziative di sviluppo sociale e di carità verso i poveri e i malati, finché morì colpito da paralisi fulminante». Alla Messa per il Giubileo dello sport, 15 giugno 2025, il Papa ha affermato che «la sua vita, semplice e luminosa, ci ricorda che, come nessuno nasce campione, così nessuno nasce santo». Come scrive il Dicastero delle Cause dei Santi, Carlo Acutis, milanese, «fu molto legato alla devozione alla Vergine e all’Eucaristia, realizzando anche progetti informatici sui temi della fede; forte la sua esperienza di volontaria-to con i clochard e nelle mense dei poveri; colto da una leucemia fulminante morì a soli 15 anni, il 12 ottobre del 2006».
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PRIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI MONS. SILVANO MOTTA
Nella mattinata del 30 agosto 2024 ci lasciava improvvisamente per tornare alla Casa del Padre il caro Mons. Silvano Motta. Egli era nato il 9 ottobre 1935 a Brivio (LC), nel cui Cimitero è sepolto. Svolgeva il suo ministero pastorale tra noi dal 2012, giunto da Seregno, dove era stato Prevosto. Nella nostra Comunità egli era fedele al confessionale ogni giorno, pronto a consigliare e confortare. Lo ricordiamo con affetto e nella preghiera, come segno della nostra riconoscenza. In chiesa è a disposizione di coloro che lo desiderano un’immagine ricordo, che abbiamo preparato per questo primo anniversario, nella quale sono riportate alcune frasi del suo testamento spirituale, del 29 gennaio 1997:
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«Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’» (Mc 6,31a)
L’estate è ormai iniziata e con essa è nato anche il desiderio di un po’ di riposo. Vogliamo anche noi rispondere all’invito di Gesù agli apostoli, dopo il loro ritorno dalla missione: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’» (Mc 6,31a). Gesù vuole cioè sottrarli alla folla, alla popolarità, vuol dare loro un po’ di tranquillità.
Queste parole di Gesù oggi sono anche per chi vive il tempo delle vacanze. Dopo la fatica di un anno si avverte la necessità di un po’ di riposo, la necessità di uscire dal frastuono delle città, la necessità di fare una pausa nella frenesia della vita. Il senso dell’invito di Gesù è certamente quello del riposo dalla fatica. Ma non solo: riposarsi, per i discepoli di Gesù e quindi anche per noi, significa ritemprarsi nella familiarità con Gesù, in un colloquio diretto e prolungato con Lui solo. Nella nostra vita l’impegno quotidiano, qualunque esso sia, e quindi con esso anche il riposo fisico, non può essere separato dal raccoglimento interiore, dallo stare con Gesù: altrimenti la nostra vita sarebbe una vita dimezzata. L’invito per tutti quindi, e oggi in modo speciale per coloro che vivono il tempo della vacanza, è quello di trovare qualche spazio in più per Dio, per la preghiera, per i Sacramenti, per la riflessione, per la contemplazione di Dio e di ciò che Dio ha creato per noi.
Buone vacanze.
Mons. Angelo


