Nell’Africa stremata da innumerevoli conflitti Papa Leone non trova terreno più adatto per andare oltre e denunciare la grave situazione nella quale si trovano i Paesi dell’Africa meta del suo viaggio Apostolico. Ma il suo pensiero va ben oltre l’Africa quando denuncia con forza che “il mondo è distrutto da una manciata di tiranni, miliardi di dollari per uccidere e non ci sono risorse per curare ed educare”. A BAMENDA in Camerun è andato giù pesante denunciando che “i signori della guerra fingono di non sapere che basta un attimo a distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire”. L’Africa però non è solo distruzione, conflitti di guerre civili, “l’Africa è tenuta in piedi da una miriade di fratelli e sorelle solidali”.
La solidarietà è più forte della manciata di tiranni. Il Papa la constata con mano, e credo nel nostro immaginario l’Africa è la terra dove l’opera dei volontari, delle organizzazioni solidali da sempre sono presenti a curare le ferite e i disastri causati dal colonialismo. Dopo l’attacco di Tramp a Papa Leone non si può non leggere i suoi interventi come una risposta indiretta alle parole pesanti e certamente fuori luogo che hanno suscitato sdegno e disapprovazione da più parti.
Per fortuna Papa Prevost non si ferma alle polemiche e specialmente in Camerun ha pronunciato parole vibranti: “Questo è il momento di cambiare, di trasformare la storia di questo Paese oggi e non domani! Adesso e non in futuro! E questo il momento di ricostruire, di comporre nuovamente il mosaico dell'unità, mettendo insieme le diversità e le ricchezze del paese del continente. Di edificare una società in cui regnano la pace e la riconciliazione”.
Ce n’è abbastanza per dire quanto sarà importante questo viaggio Apostolico in Africa.

