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    Chiesa Parrocchiale - Interno

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    Croce Pessina

Ritorno di una notte di agosto
Di Natalino Sala

Ho visto ancora cadere una stella in questo cielo,
dove tanto le avevo atteso una volta,
in altre notti di un altro agosto.

E il mio cuore non si è più affrettato,
prima che nell'azzurro svanisce la scia di luce,
a pronunciare il nome bramato della sua sofferenza,
ma come allora mi sono disteso a contemplare,
col cuore proteso che ora sente di possedere il cielo.

Ed ancora, frammisto allo stridulo verso di un
monotono grillo remoto, mi giunge gli orecchi
solleciti il prolungato latrare di un cane,
che l'aria ha raccolto e diffuso nel fiato della notte,
e intanto la candida luna dall'immobile spazio
sconfinato, illimpidisce le nubi lontane disperse per
il cielo già digradante verso la pianura,
e mi lascia perplesso a chiedermi, insieme alle stelle,
che impallidiscono e quasi si spengono nello smorto
chiarore del cielo,
se questa mia notte, non mi sia già prima venuta, una
volta, daccanto quando non conoscevo per me che la
mia anima, candida come la luna del cielo.

La notte allora, allora strana e piacente amante, non
ancor ben conosciuta, venendo su dai prati, rivestita
di silenzi sereni, brulicanti di arcani brusii,
dopo un lustro mia qui ritrovato, forse senza saperlo;

ma non mi ha detto nulla,
ha lasciato soltanto che i lampi
del temporale in fuga non lontano giocassero dietro
i monti, insieme ai loro brontoli attutiti,
e, tranquilla, si è seduta al mio fianco,
stringendo ancora il suo turgido seno,
questo tenero fanciullo immutato
che per sé non conosce altro
che la sua vergine anima e il suo limpido cielo.

Venegono inferiore 11 agosto 1957


La parola di don Ettore

 

La parola
libero pensiero di don Ettore Dubini su temi attuali o determinate ricorrenze.