In fila e in ordine martedì 24 febbraio il nostro gruppo di pellegrini è stato tra i primi ad accedere alla Basilica inferiore di Assisi per venerare l'ostensione del corpo di San Francesco.
Eravamo tutti molto emozionati ma sostenuti da una folla immensa di fedeli pellegrini che volevano sostare qualche istante davanti all’urna con i resti del grande San Francesco di Assisi. Quando mi son trovato davanti a Francesco mi sono venuti due pensieri oltre all'emozione indescrivibile.
Il primo è che davvero Francesco, dopo 800 anni vive, a giudicare dal grande afflusso di pellegrini nella stupenda città di Assisi. L'altro sentimento che mi ha attraversato e che ancora oggi mi abita il cuore è quello di lodare, ringraziare quest'uomo in terra d’Umbria, così semplice ma così potente nel suo messaggio da smuovere ancora migliaia e migliaia di pellegrini.
Sono passati 800 anni eppure in quella Basilica, ancora oggi, molti uomini, molte donne, molti giovani sostano, pregano. Iniziare la Quaresima sulle orme di Francesco lo considero una grazia e faccio mio l’invito di fra Moroni; «Questo periodo per noi cristiani è un momento potente che ci ricorda la polvere da cui veniamo e dove ritorneremo. Vorremmo – ha sottolineato il custode – che questo annuncio sia un segno potente di pace e di fraternità per ricordare al mondo, tanto polarizzato, troppo spesso teatro di contraddizioni e cattiverie, che tutti siamo polvere».

