• Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    Chiesa Parrocchiale

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    Chiesa Parrocchiale - Interno

  • Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    Oratorio

  • Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    S. Maria Maddalena - Patrona

  • Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    Affresco del '400

  • Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    Chiesa di S. Giorgio

  • Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    Croce Pessina

Nel messaggio per la Quaresima Papa Leone chiede forme di “astensione concreta” come “disarmare il linguaggio”, coltivare la gentilezza, ascoltare la Parola di Dio e il grido degli ultimi, e di farlo insieme nelle nostre comunità aperte all’accoglienza di chi soffre. Abbiamo davanti un periodo provvidenziale per rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita. Ascolto della Parola e ascolto del grido di chi soffre. La Parola ascoltata nella celebrazione della Messa, ascoltata nei due incontri che faremo sulla Bibbia. Ma ascoltare anche il grido dei poveri, come ha fatto il Signore che nel roveto ardente parla a Mose e gli dice che ha ascoltato il grido del suo popolo schiavo in Egitto.

“L'ascolto della parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà. Tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le sacre scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall'ingiustizia perché non resti senza risposta”. (Papa Leone) La seconda parola è digiuno. “Il digiuno ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti, all'agire nel bene. Serve discernere e ordinare gli appetiti. A mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola distribuendola, perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo”.

Il Papa suggerisce una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata cioè quella delle parole che percuotono e feriscono il prossimo: “Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole. E a coltivare la gentilezza in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.

La Quaresima da sempre è avvertita come un percorso comune, un cammino condiviso verso una conversione del cuore e della vita. Come Gesù nel deserto vogliamo resistere alla tentazione scegliendo la Parola. 


La parola di don Ettore

 

La parola
libero pensiero di don Ettore Dubini su temi attuali o determinate ricorrenze.