“Infreddolito e spaesato, Il ragazzo africano ricorderà per sempre l'esperienza di una pianura innevata. Lo prende a schiaffi il freddo. Lo prendono a ceffoni i superiori. Legato a un albero, tocca a lui fare da sacco per il pugilato del tenente russo. Un monito per gli altri neri che si rifiutano di essere carne da cannone a basso costo”.
Sono bastate poche righe del giornalista Nello Scavo, che collabora con il quotidiano Avvenire, per farmi venire i brividi.
In un articolo di Avvenire: “Schiavi di guerra” parla di come molti giovani africani vengono ingannati e portati in Russia per mandarli al fronte. Quello che sembrava una leggenda, in realtà è una tragica realtà. Purtroppo, nella guerra russa Ucraina, molti ragazzi africani sono coinvolti nella sporca guerra e mandati al massacro, anche se i russi tengono tutto nascosto. L’articolo è accompagnato da una foto che mostra i giovani africani che imbracciano armi e tuta mimetica benedetti da due Sacerdoti Ortodossi.
Le famiglie chiedono che i loro ragazzi siano riportati indietro. Ragazzi che subiscono ogni genere di vessazioni per costringerli a combattere. Anche questa notizia dimostra la crudeltà delle guerre e diventa un ulteriore invito a coltivare la pace, a pregare per la pace, a condannare le guerre. Le olimpiadi invernali ci hanno forse distolti da conflitti che non sembrano finire cancellati da una pioggia di medaglie.
Ma ancora si muore, si uccide, si affama il popolo e per fame si mandano giovani a combattere e a morire.

