• Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    Chiesa Parrocchiale

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    Chiesa Parrocchiale - Interno

  • Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    Oratorio

  • Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    S. Maria Maddalena - Patrona

  • Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    Affresco del '400

  • Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    Chiesa di S. Giorgio

  • Parrocchia S. Maria Maddalena - Crevenna - Erba
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    Croce Pessina

Padre Gabriel Romanelli ha scritto un libro – testimonianza descrivendo la tragica situazione dei cristiani della sua Parrocchia a Gaza, la sola Chiesa dell’intera regione divenuta rifugio per centinaia di persone che anelano alla pace. La liturgia scandisce le giornate e la vita di questa piccola comunità. Padre Gabriel Romanelli ha trovato la forza di rimanere in quella tragedia che ha ridotto Gaza a un cimitero a cielo aperto. Lo ha aiutato la telefonata che ogni sera riceveva da Papa Francesco argentino come lui.

Nel diario, quasi quotidiano, ha raccontato l’agonia del popolo palestinese nel libro “Le rovine e la luce” edito da Piemme. In una di queste riflessioni, consegnate al suo diario, parla dei “carri di Gedeone” il condottiero ebreo che sconfigge con solo trecento uomini un esercito nemico attrezzato con armi e carri in gran quantità. Oggi l’operazione “carri di Gedeone” è portata avanti con determinazione da Israele che mira alla distruzione totale di tutti coloro che considera nemici. Tra costoro ci sono tutti coloro che in varie forme cercano di contrastare l’arroganza e la prepotenza di Israele anche verso quanti cercano di tenere viva l’attenzione per una guerra che ha distrutto Gaza, ora il Libano e la Cisgiordania e indirettamente l’Iran.

Quanto è accaduto verso la Flotilla in questa settimana rientra nel piano “Carri di Gedeone”? Da quanto abbiamo potuto vedere e leggere sui giornali sembrerebbe proprio di si in una vicenda che ha avuto grande clamore. Fa meno scalpore la testimonianza di Padre Romanelli e i suoi parrocchiani di Gaza, ma non per questo meno efficace. È rimasto fedele alla sua missione e non ha smesso di credere che la pace sia possibile.

Di lui scrive il Card. Pizzaballa: “Dal 16 maggio 2024 Padre Gabriel è rimasto accanto ai suoi parrocchiani, non potendo più uscire da Gaza. È rimasto nonostante la stanchezza e la ferita a una gamba provocata da un'esplosione che ha colpito la sua chiesa, uccidendo tre dei suoi fedeli. È rimasto perché l’amore non si ritira mai”.  


La parola di don Ettore

 

La parola
libero pensiero di don Ettore Dubini su temi attuali o determinate ricorrenze.