Ci avviciniamo alla “tre giorni con San Francesco”. Trovo utile questa testimonianza di San Francesco sulla “Perfetta Letizia” raccontata nei “Fioretti di San Francesco”
Immagina disse Francesco a Frate Leone, che io torni da Perugia in piena notte, durante un inverno rigido e fangoso.
Fa tanto freddo che all'estremità della tonaca si formano ghiaccioli che mi colpiscono le gambe provocando ferite da cui essi sangue.
Sono nel fango, nel gelo e finalmente giungo alla porta del convento. Dopo aver a lungo bussato e chiamato, viene un frate a rispondere, “chi è”? Rispondo, “sono frate, Francesco” è quello replica “vattene, non è un'ora decente questa”.
Io insisto, continuo a chiedere, ma ancora mi dice, “vattene sei, semplice idiota, qui non puoi entrare. Siamo in tanti e tali che non abbiamo bisogno di te”.
E io resto lì, davanti alla porta, nel freddo, nella solitudine e supplico: “Per amore di Dio accoglietemi per questa notte” e di nuovo mi viene detto, “Non lo farò vai al luogo dei Crociferi, e chiedi, lì”
“Ebbene, conclude Francesco se in tutto questo avrò avuto pazienza. Se non mi sono turbato, io ti dico. Questa è perfetta letizia, qui si trova la vera virtù e la salvezza dell'anima”.
Dai fioretti di San Francesco

