Nella galleria di personaggi che ci hanno accompagnati durante tutta la Quaresima, la samaritana, il cieco nato, Lazzaro, San Francesco d’assisi, una donna in particolare ci introduce alla Settima Santa: Maria la sorella di Lazzaro.
L’episodio raccontato nella Domenica delle Palme ha come scenario la Pasqua ebraica, la festività più grande che ricordava l’uscita dalla schiavitù d’Egitto. Molta gente saliva alla città di Gerusalemme per purificarsi e celebrare la solennità. Lo è stata da sempre, anche se ancora quest’anno la festa sarà sia per gli Ebrei che per i cristiani una festa dal tono minore visto che è stata abolita la processione delle Palme a causa del conflitto in atto che mette a repentaglio la sicurezza dei riti religiosi.
A differenza di oggi, quella Pasqua a cui partecipò Gesù, era un brulicare di gente da tutte le parti della Palestina e la curiosità di vedere Gesù era grande. È in quel clima che il racconto di questa domenica, ci introduce alla Settimana Santa, descrivendo la bellissima scena domestica di Betania. Gesù è ospite a cena, Marta serve a tavola, mentre Maria sua sorella versa sui piedi di Gesù una quantità esagerata di profumo tanto che la casa rimane tutta inebriata dalla fragranza.
Quel profumo aveva un grande valore commerciale e di questo se ne accorge Giuda che vede nel gesto di Maria uno spreco a scapito dei poveri che si potevano aiutare vendendo il profumo. Come per Giuda anche i capi del popolo approfittano della confusione della folla per cercare di catturare e uccidere Gesù. Non così Lui che non chiede la vita di nessuno, ma offre la sua per la salvezza di tutti.
I tre giorni con San Francesco chiudono una Quaresima all’insegna di quanto “il poverello” ha saputo trasmettere con la sua testimonianza. Se pensiamo a quanto ha lasciato e vivo ancora oggi della sua spiritualità davvero possiamo dire che anche lui, come Gesù, ha conosciuto la croce ma ora è vivo. Fuori dalle nostre chiese ci ha accompagnato una frase: “Come San Francesco dalla croce alla vita”.
Come Gesù dalla sua morte alla Risurrezione.

