Commemorazione di tutti i fedeli defunti
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Il Signore Gesù disse ai Giudei: “In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno” (Gv 5,24-25).
Gesù Cristo, Figlio di Dio, è venuto in questo mondo a farsi uno di noi per liberarci dalla morte e dal peccato che l’ha originata. Anch’Egli è morto, e sulla croce, non per forza, non per necessità, ma per libera volontà, per nostro amore. È così che ha vinto la morte. Gesù Cristo è la risurrezione, ma non solo per sé; lo è anche per noi, per tutti coloro che si uniscono a Lui con la fede e l’ascolto della sua parola; con la partecipazione, mediante il Battesimo, alla vita che va oltre la morte, e, mediante l’Eucaristia, comunicando al suo corpo e al suo sangue, offerti in sacrificio per noi. Quindi per chi aderisce a Gesù Cristo non c’è morte: c’è solo la vita eterna. Quella che chiamiamo morte è solo un passaggio alla vita più vera, la vita nell’amore, la vita in Dio-Amore.
Prima domenica dopo la dedicazione del Duomo di Milano
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GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
“Missionari di speranza tra le genti”
È la speranza il legame che unisce la Giornata Missionaria Mondiale all’Anno Santo. Nella Bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit è scritto: “Possa la luce della speranza cristiana raggiungere ogni persona, come messaggio dell’amore di Dio rivolto a tutti! E possa la Chiesa essere testimone fedele di questo annuncio in ogni parte del mondo!”. La Chiesa, se vuol essere comunità credente che annuncia il Vangelo, non può non farsi carico della missione, perché la Chiesa è per sua natura missionaria. E ogni cristiano non può essere tale se non è messaggero di speranza attraverso la testimonianza della fede, la carità e la fraternità, portando a tutti la luce e la gioia di Gesù Risorto, unico Salvatore del mondo.
Dedicazione del Duomo di Milano
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“Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica … è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene” (Lc 6, 47a-48)
Quando una casa è costruita sulla roccia non c’è piena del fiume che possa travolgerla. La ragione è: “perché era costruita bene”. Come costruire bene la nostra casa, la nostra vita personale, la nostra comunità? Quando le fondamenta sono poste sulla roccia, e cioè ascoltando la Parola del Signore e mettendola in pratica. C’è un ascolto che costruisce. E la Chiesa nasce dall’ascolto della Parola. È al Signore che occorre guardare; il nostro darci da fare viene dopo. La capacità della Chiesa di costruire qualcosa di buono e di grande, viene soltanto dall’ascolto del Signore. La fede della Chiesa nasce dall’ascolto.
Settima domenica dopo il martirio di S. Giovanni il precursore
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“Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti” (Mt 13,49-50).
Nessuno deve sentirsi escluso dalla misericordia di Dio. Alla fine ci sarà il giudizio di Dio, dove si chiarirà il senso della propria vita, delle scelte compiute in essa, dei doni dati da Dio e anche del rifiuto ai doni di Dio. Alla fine rimarrà il bene; il male sarà cancellato e distrutto dal fuoco “nella fornace ardente”. Al di là delle immagini, ciò che il Vangelo dice è che la verifica della propria vita sarà per tutti. L’eternità passa per la nostra libertà e la nostra responsabilità.
Sesta domenica dopo il martirio di S. Giovanni il precursore
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CELEBRAZIONE DEL SACRAMENTO DELLA CRESIMA
Sabato 11 ottobre 2025 - Chiesa prepositurale, ore 15.30
73 ragazzi e ragazze della nostra Comunità Pastorale riceveranno il Sacramento della Cresima. A celebrare il Rito sarà l’Arcivescovo Mons. Antonio Guido Filipazzi, Nunzio Apostolico in Polonia. Un grazie speciale va alle nostre catechiste, che hanno accompagnato questi cresimandi, ai quali assicuriamo la nostra preghiera, affinché accolgano il dono dello Spirito con la disponibilità a camminare sulla via della maturità cristiana.
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